Il gatto va lavato oppure no?

Il gatto va lavato oppure no?
Novembre 10, 2020 Yuup
Tempo di lettura: 18 minuti
Novembre 10, 2020
Cura e Bellezza
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Lavare un gatto: sì o no? Sì, i gatti si possono lavare, ed è bene farlo regolarmente

Anche se possiamo pensare che il gatto sia assolutamente autonomo dal punto di vista dell’igiene personale, anche lui va lavato.

È naturale pensare che non sia necessario farlo, vista la meticolosità con cui si dedica alla sua toilette quotidiana, ma i mici hanno bisogno del bagnetto, perché la pulizia fatta con le adorabili leccatine non basta, così come non basta un bagno con sola acqua.

In altre parole, leccatine e saliva felina non sono un bagno e la riprova è che se laviamo il gatto con i prodotti appositi l’acqua esce alquanto sporca. Inoltre, ci sono diversi casi in cui i mici meritano assolutamente di ricevere un bel bagnetto, perché da soli non sanno o non riescono a pulirsi il minimo sindacale.

In questa guida vediamo quindi se e quando lavare il gatto, ogni quanto farlo, come procedere passo dopo passo, come gestire i gatti che oppongono resistenza e anche cosa fare se vogliamo evitare il bagno, assicurando comunque ai nostri felini un’igiene personale con i fiocchi.

I gatti si lavano da soli: è davvero così?

Un simpatico meme che gira in rete ci ricorda che, per quanti shampoo, balsami e impacchi di bellezza possiamo applicare sui capelli umani, non riusciremo mai a ottenere la brillantezza e la setosità del manto dei gatti, soprattutto dopo una sessione di toelettatura personale.

È una magia della natura, perché il gatto possiede doti e qualità che gli permettono di avere sempre un manto da copertina. In particolare, il suo istinto di pulizia è profondamente radicato e metodico. La toelettatura viene eseguita con la lingua, che possiede speciali papille a uncino rivolte verso l’interno.

Le papille funzionano come un vero e proprio pettine, trattengono la saliva ed eseguono una pulizia da dieci e lode. Rimuovono infatti sporco, peli morti e polvere, pettinano il pelo e distribuiscono gli oli naturali della pelle, che ammorbidiscono il manto e contribuiscono a proteggerlo.

Che magia! Del resto, il gatto è per sua natura un animale magico e misterioso, che ama profondamente sentirsi pulito. Oltre alla funzione igienica, la pulizia ha comunque altri scopi, altrettanto importanti.

  • Aiuta il micio a regolare la temperatura corporea, soprattutto in estate, perché l’evaporazione della saliva depositata sul pelo può svolgere una funzione rinfrescante durante il caldo intenso;
  • Dà inoltre una grande mano durante il cambio stagionale del pelo. Questo avviene soprattutto nelle mezze stagioni (durante la muta) e ancor più in primavera, quando la toelettatura autonoma diventa più impegnativa.
  • È anche un momento di relax e distensione. La toilette è sistematica e segue una sequenza piuttosto precisa. Il gatto, infatti, parte spesso dalle zampette, che vengono inumidite e utilizzate per lavare diverse parti del corpo, soprattutto il musetto e le orecchie. Passa poi al corpo e, con grande minuzia, arriva fino alla coda.
  • Il rituale di pulizia quotidiana è inoltre un modo per rinsaldare i legami con eventuali altri felini. Tra gatti può infatti avviarsi una vera e propria toelettatura sociale, che contribuisce a confermare l’appartenenza allo stesso gruppo.

Tutte queste funzioni sono importantissime. Per questo i gatti sono maestri della toelettatura, tanto da assumere posizioni degne dei ballerini dell’opera, che abbiamo tutto il diritto di invidiare, vista la loro grazia e abilità anche quando si tratta di igiene personale.

La domanda però è: questo basta al gatto per essere davvero pulito? La risposta è no, anche il gatto va lavato e ci sono anche casi in cui il nostro intervento può diventare assolutamente necessario.

Quando è necessario lavare il gatto?

Anche se i felini sono maestri di igiene personale, il bagno è necessario e lo è in particolare in questi casi:

  • Gattini orfani o svezzati precocemente: possono non avere imparato a lavarsi correttamente da soli. Nessuno nasce “imparato” e i piccoli gattini abbandonati o randagi potrebbero non avere acquisito queste competenze, perché non hanno avuto il tempo di apprenderle da mamma gatta. Le piccole creature vanno quindi aiutate e, in questi casi, è essere necessario fare loro il bagnetto;
  • Gatti anziani o con problemi articolari: i mici molto anziani, soprattutto se hanno difficoltà articolari, possono non riuscire più a raggiungere alcune parti del corpo. In questi casi hanno bisogno dell’aiuto umano per mantenere una buona igiene personale;
  • Gatti in sovrappeso: i gatti sovrappeso possono faticare a raggiungere alcune parti del corpo con le zampette e con la lingua. Potrebbe quindi essere necessario aiutarli nella pulizia e, quando serve, fare loro il bagnetto;
  • Gatti a pelo lungo: gli eleganti gatti a pelo lungo, come Persiani, Maine Coon e Ragdoll, hanno un manto che tende più facilmente a ingarbugliarsi. In alcuni casi l’autotoelettatura può non bastare e, se il pelo è molto sporco, necessitare di un bagno;
  • Problemi dentali o gengivali: se i mici hanno problemi ai denti o avvertono dolore, possono essere scoraggiati dal dedicarsi alla toelettatura. Bisogna quindi aiutarli a mantenersi puliti. Lo stesso vale se sono ammalati o non riescono a svolgere normalmente le attività quotidiane, come la pulizia. In questo caso il bagnetto può aiutarli sia a sentirsi puliti sia a migliorare il loro benessere generale.

Ogni quanto lavare il gatto?

Se ci stiamo chiedendo ogni quanto lavare il gatto, è bene sapere che non esiste un intervallo di tempo valido per tutti. Molto dipende dal tipo di pelo, dalle condizioni esterne e, soprattutto, dallo stato di salute del micetto.

In linea generale:

  • il gatto può essere lavato ogni 4-6 settimane;
  • se il felino è molto sporco e non riesce a pulirsi bene da solo, potrebbe essere necessario lavarlo con maggiore frequenza, ma sempre senza esagerare;
  • se il gatto ha il pelo lungo e difficile da gestire, il bagnetto può essere fatto più spesso, eventualmente anche una volta al mese.

Può accadere, ad esempio, che il gatto si rifugi sotto un’automobile e si sporchi di olio, che non stia bene e abbia delle secrezioni oppure che sia sovrappeso e non riesca a raggiungere tutte le parti del corpo.

Tutto dipende quindi dal tipo di manto, dalle condizioni del gatto e anche dagli eventi che, si sa, con i felini sono sempre imprevedibili!

Ogni quanto lavare il gatto? Come sempre, non esiste una regola fissa.

Ci sono diversi casi in cui è necessario lavare il gatto, per aiutarlo a restare bello pulito, proprio come piace a lui.

Come fare il bagno al gatto: guida passo passo

È arrivato il momento del bagnetto, ma non sappiamo da che parte iniziare perché abbiamo paura che il nostro micio si trasformi in un gatto mannaro? È normalissimo, vista l’avversione che molti mici hanno per l’acqua e anche per le imposizioni, qualunque esse siano.

La buona notizia è che lavare il gatto è comunque possibile. Basta organizzarsi bene prima di iniziare.

Prepara tutto prima di iniziare

Vista l’abilità dei gatti nello scappare e nel nascondersi in punti della casa dove sarà impossibile trovarli, è bene preparare in anticipo tutto ciò che serve per il bagno.

La parola d’ordine è ‘prevedere’, quindi pensare anche alla possibile reazione del gatto, qualora non volesse proprio sentire ragioni.

Un buon consiglio è scegliere un luogo della casa adatto al bagnetto, che sia tranquillo e privo di clamorose vie di fuga, come porte o finestre aperte. È poi importante preparare tutti gli strumenti necessari.

In questa fase è consigliabile adottare una certa nonchalance, ovvero fare finta di niente. Meglio evitare proclami come “Amore, facciamo il bagnetto!”, perché i gatti hanno un sesto senso talmente raffinato che potrebbero nascondersi ben prima che sia tutto pronto e, soprattutto, farlo in luoghi irraggiungibili per chiunque.

Ecco allora la lista degli strumenti necessari per fare il bagno al gatto:

  • shampoo specifico per gatti, come i prodotti della linea di cosmetici per gatto YUUP! Mai utilizzare prodotti per esseri umani, perché la cute dei gatti ha caratteristiche diverse dalla nostra. I cosmetici per uso umano potrebbero aggredire la pelle, seccare il pelo e risultare fastidiosi o dannosi se il gatto dovesse leccarli e ingerirli;
  • asciugamano morbido e asciutto (meglio più di uno se il gatto ha paura del phon e non potremo usarlo);
  • contenitore o vasca con acqua tiepida, mai troppo calda;
  • phon impostato alla temperatura e alla potenza più basse.

Crea un ambiente tranquillo

  • Scegli il momento giusto per fare il bagno al gatto. Se noti che, per qualsiasi motivo, il micio è nervoso, rimanda e cerca prima di rassicurarlo e coccolarlo. Le grattatine sotto il mento e dietro le orecchie sono ottime per aiutarlo a rilassarsi;
  • Riduci i rumori, perché per i felini i suoni forti possono essere molto stressanti. Chiudi le finestre se fuori c’è traffico, abbassa il volume di radio e televisione e cerca di mantenere l’ambiente il più possibile tranquillo;
  • Per lo stesso motivo, parlagli con calma e dolcezza durante il bagnetto. Evita movimenti bruschi e parole pronunciate ad alta voce, perché potrebbero metterlo sul chi va là e agitarlo, rendendo il bagno decisamente più complicato.

Bagna il pelo gradualmente

  • Non immergere mai il gatto di colpo, perché sarebbe uno shock;
  • Parti dalle zampine e risali gradualmente verso il corpo, prima bagnandolo con le mani e poi, se è collaborativo, aiutandoti con una doccetta a bassa pressione o con un boccale;
  • È importante evitare sempre la testa e il musetto, perché anche il gatto più dolce potrebbe trasformarsi in un bel tigrotto se gli viene bagnato il viso. Per questa parte del corpo possiamo usare una salvietta specifica oppure un panno leggermente inumidito.

Applica lo shampoo con delicatezza

  • Una volta bagnato il pelo, applica lo shampoo con movimenti circolari e delicati, cercando di seguire la direzione del manto senza andare contropelo;
  • Risciacqua poi abbondantemente e con molta cura, perché eventuali residui di shampoo potrebbero irritare la cute.

Asciuga subito e bene

  • Il gatto va asciugato subito, per evitare che rimanga bagnato e si raffreddi. Avvolgilo in un asciugamano soffice e tamponalo con delicatezza;
  • Se il micio è collaborativo, può essere utile usare il phon, sempre alla temperatura e alla potenza più basse. I gatti non amano i rumori artificiali, soprattutto ronzii e suoni improvvisi, quindi è importante osservare attentamente la sua reazione;
  • Se il phon lo spaventa troppo, asciugalo ancora meglio con l’asciugamano, utilizzandone eventualmente due o tre e continuando a tamponare con dolcezza. Tieni poi il gatto in una stanza calda fino a quando il manto non sarà completamente asciutto.

Se Il bagno del gatto è fatto puoi complimentarti con te e poi coccolare il tuo micio con tante carezze e bacini!

Come lavare un gatto che non vuole

E se il gatto non vuole fare il bagno? Se da dolce micetto noti che si sta trasformando in vorace tigre in un batter d’occhio?

Capita, ma la buona notizia è che ci sono alcuni consigli pratici che possono facilitare il bagnetto.

  • Abitualo fin da cucciolo: cerca di abituare il gatto al bagnetto fin da piccolo, soprattutto se ne ha bisogno perché non riesce a pulirsi in autonomia o perché ha un manto particolarmente impegnativo. Procedi con sessioni brevi e positive, in modo che possa associare il bagno a un momento piacevole;
  • Non forzarlo mai: la costrizione può creare associazioni negative durature. Un gatto “scottato” farà di tutto per non farsi trovare al successivo appuntamento con il bagnetto. Se vedi che è irritato o addirittura arrabbiato, rimanda a un momento più sereno;
  • Premialo: offrigli degli snack appetitosi e/o grattini abbondanti durante e dopo il bagno, perché questo crea un rinforzo positivo e aiuta il micio ad associare il bagnetto a qualcosa di piacevole. Lo stesso vale per le coccole, soprattutto per le grattatine dietro le orecchie, sotto il mento e nella zona in cui inizia la coda;
  • Usa un tappetino antiscivolo: posizionalo nella vasca per ridurre l’ansia, tua e del gatto. Durante il bagno possono infatti verificarsi movimenti improvvisi ed è bene essere preparati, evitando scivoloni e garantendo una maggiore sicurezza;
  • Mantieni la calma: i gatti percepiscono la tensione del proprietario e, come abbiamo visto, sono maestri indiscussi nell’arte della fuga. Se mantieni invece un atteggiamento fermo, dolce e positivo, il gatto potrebbe sentirsi più tranquillo e predisposto al bagno.
  • Se il gatto è davvero impossibile da lavare in casa, è meglio affidarsi a un toelettatore professionista. Noi adoriamo e veneriamo i nostri felini, ma quando si arrabbiano davvero il consiglio è lasciarli stare, perché possono diventare aggressivi e graffiare.

Meglio quindi rivolgersi a un professionista, seguendo alcuni consigli per ridurre l’ansia da visita esterna, come mantenere la calma, rassicurare il gatto e, possibilmente, scegliere un salone che non disti troppo da casa, per evitare lo stress provocato da viaggi molto lunghi.

Come lavare un gatto senza farsi graffiare

Un gatto arrabbiato, nervoso o impaurito ha alte probabilità di graffiare. Lo sappiamo, i gatti sono felini e, in quanto tali, si difendono anche (e soprattutto) con le unghie.

Come lavare il gatto senza farsi graffiare, quindi?

Dopo avere seguito tutti i passaggi che abbiamo descritto, ecco quattro accorgimenti pratici per evitare di finire affettati dal nostro amore felino.

  • Tagliare le unghie qualche giorno prima del bagno: può aiutare a ridurre il rischio di graffi. Se non sappiamo come procedere, è bene imparare come tagliare le unghie al gatto in sicurezza, utilizzando strumenti adeguati, come i tagliaunghie professionali YUUP!, per il suo benessere, la sua salute e anche per la nostra incolumità;
  • Non tenere il gatto in modo rigido: una presa troppo forte potrebbe farlo arrabbiare. È meglio mantenerlo in modo sicuro, ma non oppressivo;
  • Usare un grembiule impermeabile: aiuta a evitare sia di bagnarsi sia di lasciare la pelle troppo esposta. Può essere utile anche indossare indumenti a maniche lunghe. I guanti, invece, vanno usati soltanto se non riducono la sensibilità e la sicurezza della presa;
  • Coinvolgere una seconda persona: può essere utile se il gatto è molto reattivo, a patto che si tratti di una persona che conosce il suo comportamento e che non agisca in modo brusco o aggressivo.

Come pulire il pelo del gatto senza lavarlo

Esistono alternative efficaci al bagno tradizionale. Possono essere messe in campo quando il micio non vuole sentire ragioni, ma anche per una pulizia abituale che consenta di ridurre la necessità del bagnetto.

Ecco le quattro soluzioni principali per pulire il pelo del gatto senza lavarlo.

Ecco come pulire e igienizzare il pelo del gatto senza acqua.

Si può pulire il gatto senza fare il bagno? Sì, con alcuni accorgimenti, come l’uso di prodotti specifici e, soprattutto, una spazzolatura costante.

Spazzolatura regolare

La spazzolatura è la regina delle tecniche di pulizia ed è anche una procedura spesso ben tollerata dai mici.

Se il gatto non ha problemi particolari, è importante spazzolarlo almeno una volta alla settimana se ha il pelo corto. Questa abitudine aiuta a rimuovere sporco, polvere e peli morti.

Se invece il gatto ha il pelo lungo, la spazzolatura è necessaria ogni giorno, per evitare la formazione di nodi e matasse. In questo modo il manto può restare districato, pulito e brillante.

È importante scegliere una spazzola adatta al tipo di pelo, così la procedura sarà efficace e anche più piacevole per il gatto.

Shampoo secco

Lo shampoo secco è un prodotto utilissimo quando il gatto non vuole essere lavato con acqua.

Può succedere, perché i gatti generalmente non amano bagnarsi, probabilmente anche perché l’acqua appesantisce il pelo e limita temporaneamente quella libertà di movimento che li rende re e regine dell’agilità. Vai a spiegare loro che poi l’acqua si asciuga!

I gatti talvolta non vogliono sentire ragioni e, in questi casi, lo shampoo secco può rappresentare una valida alternativa. Si applica direttamente sul pelo, viene massaggiato e poi rimosso o spazzolato senza utilizzare acqua.

L’effetto è detergente e rinfrescante per il manto e la cute, ma ricordiamoci di utilizzare sempre un prodotto specifico per gatti, come quelli della linea di cosmetici per gatto YUUP!

Questi prodotti sono parte della linea Professional, adatta ai toelettatori e sicuramente anche da usare a casa. Per la routine di igiene e bellezza del micio si può utilizzare anche la linea Home, dedicata a cane e gatto, di cui fa parte anche lo Shampoo Secco.

E ricordiamoci che quando si fa il bagno al gatto ciò che conta, visto che la sua cute è alquanto grassa (molto più di quella del cane), è fare un primo lavaggio con uno shampoo sgrassante e poi usare uno shampoo normale.

Polveri assorbenti

Come visto, anche se a prima vista non si direbbe, la cute e il manto dei gatti possono presentare una certa untuosità. In alcuni casi il pelo può diventare particolarmente grasso, soprattutto se viene trascurato.

In questi casi possono venire in aiuto le polveri assorbenti, ovvero miscele che contribuiscono ad assorbire il grasso in eccesso e a facilitare la spazzolatura.

È fondamentale scegliere prodotti formulati appositamente per i gatti, delicati e privi di sostanze che possano irritare la pelle, come le polveri cosmetiche YUUP!, che assorbono il grasso in eccesso e preparano il pelo alla spazzolatura, svolgendo un’azione pulente e setificante.

Mousse detergenti

Cosa fare se il gatto ha bisogno di uno sprint di igiene ma non vuol proprio sentir parlare di bagnetto?

L’ideale può essere utilizzare prodotti specifici igienizzanti, come le mousse detergenti per animali YUUP!, che si applicano sul pelo senza bisogno di risciacquo.

Queste mousse svolgono un’azione detergente e igienizzante che aiuta a pulire manto e cute in profondità rispettandoli, profumandoli e lasciando il pelo morbido e pulito.

Si tratta quindi di prodotti particolarmente utili quando c’è bisogno di un’azione più profonda e, in generale, per i gatti più restii al bagno.

Come pulire un gatto che puzza

Cosa fare se il gatto puzza?

Anche se i mici sono molto minuziosi nella loro igiene personale e, normalmente, hanno un buon odore naturale, può succedere che emanino un odore sgradevole.

Prima di pensare a eliminarlo, visto che un cattivo odore persistente non è normale, è importantissimo individuarne la causa. Vediamo allora i casi più comuni e come agire.

  • Il pelo è particolarmente sporco o unto: si può intervenire con uno shampoo secco o con una mousse come primo passaggio e poi valutare eventualmente il bagno, se il gatto è collaborativo;
  • Il cattivo odore proviene dalla bocca: può trattarsi di un problema dentale, gengivale o gastrointestinale. In questo caso portiamo il nostro amore a quattro zampe dal veterinario per un controllo;
  • Il cattivo odore proviene dalle orecchie: potrebbe essere dovuto a un’infezione o alla presenza di acari che hanno deciso di andare in affitto nelle orecchie del micetto. In questi casi è importante capire come pulire le orecchie del gatto e, parallelamente, chiedere aiuto al veterinario di fiducia per un controllo.
  • Il pelo è rimasto umido a lungo: potrebbe sviluppare un odore sgradevole, simile a quello della muffa. Ecco perché bisogna sempre asciugare il gatto con grande cura quando è bagnato.

In ogni caso, se l’odore persiste, è importante consultare il veterinario.

Oggi abbiamo visto se il gatto va lavato, come farlo, ogni quanto procedere e quali alternative possiamo mettere in campo se il nostro regale felino non vuole sentire ragioni.

Perché se il micio è abituato da piccolo o è per sua natura collaborativo, fargli il bagno è un piacere. Viceversa, nella maggior parte dei casi fare il bagno al gatto può diventare un’impresa, ma abbiamo visto come riuscirci e anche come mantenere bello pulito il suo manto nel corso del tempo.

Dopo avere pulito il pelo del tuo gatto, scopri anche come prendertene cura al meglio. Dalla spazzolatura regolare alla gestione del cambio stagionale del pelo, trovi tutte le guide nella sezione Cura e Bellezza del blog.

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